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Chi Siamo

ECCO LA FIM CISL

LIBERI, AUTONOMI E SOLIDALI

La Fim è la Federazione italiana metalmeccanici aderente alla Cisl, Confederazione italiana sindacati lavoratori. È una organizzazione democratica, costituita dalla libera adesione di migliaia di lavoratori in tutta Italia.

Conta oggi 190.306 iscritti (dato aggiornato al 31 dicembre 2005) e opera attraverso una rete di oltre 8.000 delegati presenti nelle aziende del settore, coordinati da 370 operatori a tempo pieno.

Nell'articolo 3 dello Statuto è scritto: " La Fim riunisce tutti i lavoratori metalmeccanici decisi - nel reciproco rispetto delle proprie opinioni personali, filosofiche, morali, religiose e politiche - a difendere i loro comuni interessi e a lottare per rafforzare una società democratica di persone libere e responsabili ".

Dunque, la Fim è una associazione , una comunità di persone libere, alle quali non viene chiesto a quale partito appartengono, come votano, come la pensano sul mondo, sugli uomini e su Dio. Viene chiesto, invece, che rispettino questa stessa libertà negli altri, perché la diversità è una ricchezza (questo significa pluralismo ) e che partecipino, secondo le regole democratiche che reggono l'organizzazione, al comune progetto di promozione dei diritti, degli interessi e delle aspirazioni dei lavoratori.

La solidarietà è un valore basilare della Fim: solidarietà tra gli iscritti, tra tutti i lavoratori, soprattutto verso le persone, i gruppi e i popoli oppressi sul piano economico, sociale, politico e culturale. Per questo la Fim non si chiude nella difesa di interessi corporativi, ma contribuisce con gli strumenti che le sono propri allo sviluppo della democrazia, all'estensione dei diritti e delle libertà, a una maggiore giustizia ed eguaglianza ovunque nel mondo, insieme ai sindacati democratici degli altri paesi.

La Fim è stata ed è particolarmente gelosa della sua autonomia da ogni organizzazione politica, governo e vincolo ideologico, e lo afferma con vigore nel suo Statuto. Per questa autonomia ha sostenuto vittoriosamente aspre battaglie, anche dentro la Cisl e verso gli altri sindacati.

 

PRIMO, LA CONTRATTAZIONE

Il cuore dell'attività della Fim, il suo vero "mestiere", è la contrattazione , vale a dire la ricerca di intese con le proprie controparti (imprese e istituzioni) per migliorare le condizioni di vita e di lavoro delle persone rappresentate. Questa ricerca comporta spesso momenti di lotta anche aspri, come gli scioperi, che però non sono mai fine a se stessi, bensì finalizzati a sostenere le rivendicazioni che sono oggetto della contrattazione.

La Fim ha dato il meglio di sé in decenni di esperienza contrattuale, proponendo spesso strumenti e contenuti innovativi . Storicamente la Fim, insieme alla Cisl, è stata forza motrice per la conquista del diritto di contrattare anche in azienda le condizioni di lavoro e di retribuzione.

Oggi questo diritto s embra una cosa ovvia, ma un tempo non era così. C'erano i grandi contratti e il lavoro sindacale nelle fabbriche era sostanzialmente rivolto alla loro applicazione. Dagli anni Sessanta, grazie all'impegno della Fim e della Cisl, esiste la contrattazione integrativa , che si misura con le condizioni concrete del lavoro in ciascuna impresa e con i cambiamenti che avvengono nel lavoro e nella produzione. Oggi la Fim è particolarmente impegnata a rafforzare ed estendere questo livello di contrattazione, puntando a sviluppare anche la contrattazione territoriale.

Ma la Fim si è esposta anche nella difesa e nella valorizzazione autentica del contratto nazionale , la cui funzione rischia di essere annullata e travolta dalla demagogia, dal movimentiamo e dalle strumentalizzazioni politiche. Per questo non ha esitato, insieme alla Uilm, di condurre a buon fine due rinnovi contrattuali, nel 2001 e 2003, anche contro l'opposizione della Fiom, per garantire ai lavoratori i miglioramenti e i diritti concretamente ottenibili e per salvaguardare la funzione del contratto nazionale.

Nella sua attività contrattuale, la Fim è sempre stata attenta ai cambiamenti sia nei bisogni, negli interessi e nella cultura dei lavoratori, sia nell'assetto economico, tecnico e organizzativo della realtà produttiva.

Tra le rivendicazioni storiche della Fim, ricordiamo il diritto alla contrattazione integrativa, l'egualitarismo nei primi anni Settanta, la riduzione dell'orario di lavoro (si ricorderà la grande campagna del 1984: "lavorare tutti, vivere meglio"), le relazioni sindacali partecipative.

Oggi il lavoro contrattuale della Fim è particolarmente attento alla gestione del tempo di lavoro in funzione delle esigenze personali (banca delle ore), alla riforma dell'inquadramento unico (adeguato riconoscimento delle professionalità), alla formazione e al diritto allo studio, al potenziamento della contrattazione decentrata, alla tutela dei nuovi lavori.

 

SAPERNE DI PIÙ

Sapere è potere, e la Cisl lo ha sostenuto fin da principio, puntando molto su una formazione diffusa e ad alto livello . La Fim è andata avanti su questa strada, non lesinando risorse sulla formazione. Una formazione a tutto campo: cultura generale aperta a tutti i nuovi fermenti, capace di trasmettere valori ; ma anche e soprattutto mirata al "mestiere" del sindacato, a creare sindacalisti motivati e competenti , in grado di difendere con efficacia gli interessi dei lavoratori.

All'inizio degli anni Ottanta, con la crisi dei rapporti unitari, la Fim ha creato un proprio centro di formazione nazionale ad Amelia, vicino a Terni, il Romitorio "Daniele Serratoni", dove militanti, attivisti, dirigenti della Fim si sono confrontati e si confrontano con studiosi, testimoni, uomini di cultura di primo piano. Sono ormai "mitici" i "Cod", i corsi annuali in più moduli riservati agli operatori.

Oggi il lavoro di formazione prosegue con una diffusione capillare, con responsabilità e attività decentrate nelle regioni e nei territori che affiancano la struttura nazionale.

Sul piano contrattuale la Fim ha sempre posto in primo piano il diritto alla formazione professionale , che rappresenta una formidabile opportunità per avere un posto di lavoro gratificante e meglio retribuito: per poter cambiare lavoro e sceglierne uno più vicino alle proprie inclinazioni, per avere più prospettive professionali, per essere soggetti protagonisti e non esecutori passivi nel posto di lavoro, la formazione è lo strumento indispensabile.

Su questo piano la Fim ha conquistato risultati molto significativi con i contratti del 1999 e del 2003.

Risultati ugualmente significativi sono stati acquisiti sul piano del diritto allo studio dei lavoratori. Negli anni dell'unità con Fiom e Uilm nella Flm, la Fim è stata in prima linea nella lotta per la storica conquista delle 150 ore . E oggi, con il contratto del 2003, le 150 ore sono state consolidate ed estese.

Sempre con il contratto del 2003 è stato acquisito il diritto a 250 ore di studio per i lavoratori stranieri , finalizzate soprattutto allo studio della lingua italiana.

 

ESSERE PREVIDENTI

La Fim è stata la prima organizzazione a credere nella necessità di costruire un sistema di previdenza complementare . Da tempo era chiaro che il nostro sistema previdenziale pubblico, con l'invecchiamento della popolazione, non avrebbe retto da solo. Così, fin dagli anni Ottanta, la Fim ha cominciato a lavorare per costruire, su base contrattuale, un sistema di previdenza che integrasse, cioè completasse (previdenza "complementare") il sistema pubblico. La Fim ha elaborato idee, proposto soluzioni, si è scontrata con gli altri sindacati che non ci credevano. Ha fatto formazione, per preparare operatori capaci di gestire con competenza questa nuova opportunità.

Questa prospettiva, alla fine, è stata condivisa da tutti e alla metà degli anni Novanta la previdenza complementare è entrata nel contratto nazionale. Oggi esistono tre fondi:

•  Cometa (contratto Federmeccanica);

•  Fondapi (contratto Confapi);

•  Artifond (contratto artigiani).

 

SPAZIO AI GIOVANI

La Fim Cisl riserva ai giovani uno spazio politico e organizzativo specifico.

In ogni provincia è attivo un Coordinamento giovani , nel quale essi si incontrano, discutono, mettono in comune le proprie esperienze perché siano rappresentate dalla Fim nelle sue scelte politiche e sindacali. Tutti gli anni si svolge una Consulta nazionale , nella quale i giovani hanno la possibilità di proporre nuove iniziative. A essi la Fim offre numerose opportunità di formazione, dall'azienda fino al " Campo giovani " nazionale che si svolge tutti gli anni.

I giovani della Fim fanno sentire la loro anche nella contrattazione , nazionale e decentrata, battendosi per introdurre nelle piattaforme e negli accordi le proprie rivendicazioni, come - ad esempio - la riduzione dell'anzianità per le aspettative, il diritto alla formazione e allo studio, permessi per il volontariato, riduzione della precarietà nei contratti a termine.

Nella contrattazione aziendale i giovani della Fim si impegnano perché i suoi benefici siano garantiti anche ai lavoratori interinali e con contratti a termine e perché le flessibilità offrano nuove possibilità per lo studio e le esigenze personali.

I giovani della Fim lavorano per affermare nuovi diritti nel nuovo lavoro , per uno stato sociale attento a chi rappresenta il futuro della nostra società.

 

RAPPRESENTARE LE DIFFFERENZE

Nel lavoro ci sono situazioni differenti e il sindacato deve poterle rappresentare e valorizzare. La Fim ne ha fatto un tema qualificante delle sue politiche contrattuali e organizzative.

La Fim ha puntato sulla contrattazione di piani di azioni positive , per dare più opportunità di carriera e di lavoro alle donne che sono tuttora discriminate, e ha lavorato soprattutto su tre aspetti:

•  contrattare orari di lavoro (part-time, flessibilità, telelavoro, congedi parentali) che possano conciliare il rapporto tra vita e lavoro delle donne, sulle quali gravano anche i lavori di cura nella famiglia;

•  lo sviluppo delle professionalità, in quanto le aziende tendono a non riconoscere le competenze che le donne portano nel lavoro;

•  l'occupazione, sapendo che le donne hanno un tasso di disoccupazione molto più alto della media.

La Fim da tempo dedica un'attenzione particolare agli impiegati e ai quadri , per valorizzare le loro competenze professionali, per una gestione più personalizzata e flessibile degli orari di lavoro, per la previdenza complementare a cui in particolare i quadri sono molti interessati.

Le alte professioni sono per la Fim un'importante risorsa, perché rappresentano un patrimonio di competenze indispensabile per capire come cambia il lavoro e per utilizzare con efficacia gli strumenti partecipativi attivati nelle imprese.

 

RICOMINCIAMO DAL SUD

Sul Mezzogiorno si sprecano troppe parole, mentre sono poche le proposte capaci di incidere nella realtà. La Fim ci prova a farle.

Nel gennaio 2000 ha presentato un innovativo progetto per il Sud , che ha avuto ampia risonanza nell'opinione pubblica nazionale e fatto molto discutere nel sindacato.

Sul piano organizzativo , la Fim comincia da sé stessa, rinnovando e formando a nuove competenze i propri operatori, perché diventino agenti di sviluppo nei loro territori e portatori di una nuova cultura sociale e industriale.

Sul piano contrattuale , la Fim propone concrete innovazioni per adattare la contrattazione e quindi il lavoro del sindacato alle diverse situazioni del Sud. Gli obiettivi principali sono la creazione di nuovi posti di lavoro, la progressiva eliminazione del lavoro nero (far emergere il sommerso), la competitività delle imprese meridionali.

Sul piano della politica industriale , superando il vecchio assistenzialismo, le proposte mirano a promuovere un più autonomo sviluppo locale, facendo leva sulle risorse e le capacità esistenti nel Mezzogiorno. Ciò può essere fatto attraverso una programmazione negoziata, nella quale i rappresentanti dei lavoratori del Sud abbiano un effettivo potere di intervento.

In questo modo, secondo la Fim, il sindacato dei metalmeccanici assume un ruolo di agente di sviluppo, capace di valorizzare le risorse e le potenzialità del Mezzogiorno facendone protagonisti i lavoratori e tutte le forze sociali rappresentative.

 

SENZA FRONTIERE

La Fim Cisl non è un'organizzazione "provinciale": ha sempre guardato e guarda al di là dei confini nazionali, promuovendo i rapporti con gli altri sindacati del mondo , sia dentro le organizzazioni internazionali - la Fem (Federazione europea dei metalmeccanici) e la Fism (Federazione internazionale dei sindacati metalmeccanici) - che con rapporti diretti, "bilaterali", con singole organizzazioni.

La Fim è sempre stata in prima fila nelle grandi campagne per la pace degli anni Ottanta e nelle iniziative per la difesa dei diritti umani, sociali e sindacali in tutto il mondo.

La solidarietà verso i popoli più poveri e oppressi non è per la Fim un generico sentimento altruistico, ma un concreto valore politico, che si esprime in iniziative precise. Di particolare impegno è l'iniziativa che la lega al sindacato brasiliano Cut (Centrale unica dei lavoratori), condotta in comune con l'Iscos, la struttura della Cisl che si occupa di cooperazione internazionale: la realizzazione di una scuola sindacale in Brasile a Belo Horizonte, per la formazione di sindacalisti liberi e competenti. Oggi quella scuola è un fatto. È stata poi avviata con il sindacato metalmeccanico brasiliano una nuova campagna, con raccolta di fondi, per una iniziativa contro il lavoro minorile .

Ma la sensibilità internazionale e solidaristica della Fim si misura anche dall'impegno diffuso dei suoi militanti e dirigenti: dovunque nel mondo, dal Mozambico ai Balcani, si troveranno persone provenienti dalla Fim impegnate in difficili progetti di cooperazione per lo sviluppo delle popolazioni più povere.

La Fim partecipa al grande movimento che si esprime nei Forum sociali mondiali ed è attiva nel proprio specifico per promuovere l'adozione contrattata di codici di condotta da parte delle imprese multinazionali italiane, per la salvaguardia dei fondamentali diritti umani e sindacali.



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